Fri, 07 Aug 2020 07:20:00 +0200

Chang’an, cinesi con vista sull'Europa.

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Il marchio auto Chang’an - fondato nel 1862 dal generale e ammiraglio cinese Li Hongzhang come azienda di forniture militari - ha una storia tra le più antiche al mondo. Oggi è tra i big dell'auto del Paese asiatico, primo mercato del pianeta, fondando le sue radici presso l’omonimo distretto nella città di Chongqing, dove sorgeva un’antica capitale in auge per almeno dieci dinastie e dove fu edificata la prima cinta della Grande Muraglia.

L’azienda produce veicoli solo da trent’anni: dal 2010 è stabilmente il quarto produttore del Paese con oltre due milioni e mezzo di unità vendute ogni anno. Insieme a Faw, Dmc, Saic, Chery fa parte delle cosiddette "cinque sorelle" dell'auto. 

Accordi internazionali

L’azienda nacque a Shanghai come fabbrica di rifornimenti militari: durante la guerra con i giapponesi, il deposito bellico venne spostato in una zona meno attaccabile, proprio a Changan, nel mezzo di una pianura dove scorrono otto fiumi.

In tempi recenti, il Giappone si è invece rivelato un importante alleato per il marchio. I veicoli commerciali prodotti dal 1990 sono stati realizzati su licenza Suzuki con cui Chang'an ha stretto una joint-venture anche per realizzare automobili, così come ha fatto successivamente in sinergia con il gruppo Ford.

Chang’an ha poi costruito le versioni per la Cina dei modelli DS5 e 6 per conto del gruppo Psa e nel 1999 ha aperto un centro di ricerca e sviluppo a Rivoli (Torino), focalizzato sul design. 

Suv all'europea

Tra i modelli del marchio cinese il più interessante il CS75, uno dei suv più venduti da Chang’an anche grazie a un prezzo contenuto. Nei piani sarebbe dovuto essere venduto in Europa al costo di circa 20mila euro, dotato di sistema di sicurezza attiva e passiva ritenuti in grado di rispondere al meglio nei crash test di Euro NCAP, ma pandemia e lockdown hanno bloccato per adesso ogni progetto di commercializzazione.

Al Salone di Ginevra cancellato all'ultimo minuto Chang’an avrebbe poi dovuto svelare la Uni-T, un suv compatto di media grandezza - 4.5 metri - dal look sportivo, dominato da una vistosa griglia centrale in stile Bmw, quattro terminali di scarico come sul Lamborghini Urus e spoiler in coda. Tutto rimandato (forse) all'anno prossimo.


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